La legalità nei percorsi scolastici: idee di cittadinanza

La legalità presente nei percorsi scolastici per promuovere la dignità di uomo e di cittadino: Ezio Sina, Presidente di APIDGE, si confronta con Salvatore Mancino, docente Istituto d’Istruzione Superiore “Cristofaro Mennella” – Casamicciola Terme (Ischia)

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Nella mission che anima la Scuola italiana vi sono i valori di libertà, di democrazia: la cultura della legalità e della sicurezza, binomio inscindibile, poiché la sicurezza genera fiducia nelle Istituzioni e la fiducia nelle Istituzioni favorisce comportamenti orientati al rispetto delle regole.

Mancino: Legalità, Uguaglianza, Diritti umani,  Cittadinanza attiva, democratica, europea, Impegno civile e sociale. Quante parole… Parole spesso coniugate nelle scuole secondo un paradigma trasversale a tutte le discipline in un processo formativo continuo. Del resto la formazione è l’azione strategica per eccellenza e le giovani generazioni vanno formate nella e alla cultura della legalità.

Sina: Ma la cultura della legalità implica la partecipazione e questa si impara praticandola. Anche se istituzionalmente poi spetta alla scuola fornire un adeguato “bagaglio” di conoscenze e di percorsi formativi, 

Mancino: Gli studenti si incontrano, si confrontano, fanno rete, consolidano esperienze di partecipazione, di condivisione, di espressione della propria creatività e di impegno.

Sina: Ma gli studenti devono anche assimilare questi concetti in un contesto ben preciso, dove non è sufficiente conoscere soltanto le regole, ma anche collocarle nel modo più consono nel contesto specifico dell’apprendimento. E qui c’è bisogno di un docente specialista della disciplina che coniuga il Diritto con l’Economia, ma non quella dell’interesse e della speculazione, bensì quella della politica e dell’interesse generale, del diritto e dei diritti.

Mancino: Certo. Una autentica scienza del sociale, capace di dare un senso logico a tanti comportamenti del vivere quotidiano e a certificare il successo formativo sul territorio di appartenenza. Così formati, gli Studenti sono in grado di fare tesoro della circolarità delle idee e delle educazioni, rendere autenticamente “corale” quel momento in cui essi, testimoni di esperienze significative e di messaggi incisivi, riescono a diventare i protagonisti di una innovativa peer educators. Oltre le regole devono sapere che sono facilmente percorribili stili di vita non corretti, insalubri o pericolosi per sè e per gli altri.

Sina: E così già da ragazzi si può scivolare in una spirale di illegalità che conduce inevitabilmente alla sopraffazione, oppure perdita di quella dignità umana perseguita dalla Costituzione italiana (art.3).

Mancino: Ecco perché la dispersione scolastica, umana e sociale diventa quel “fenomeno degenerativo, antitetico ad ogni etica, alla legalità e allo sviluppo della cittadinanza attiva e democratica”.

Sina: La dispersione, un fenomeno sociale che, in tutte le sue forme, diviene conseguenza e nel contempo concausa dell’illegalità.

Mancino: Concordo. La dispersione scolastica va dunque combattuta fin dalle prime classi dell’iter scolastico attraverso un efficace ed incisivo orientamento scolastico ed educativo che scopra, coltivi e valorizzi le attitudini, le inclinazioni, le potenzialità che ogni essere umano porta in sè e con sè, rispettando i tempi, i ritmi personali nei processi della crescita evolutiva.

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Roma, 2 aprile 2016

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