“SCONTRO, INCONTRO O COMBINAZIONE DI CULTURE?

Eleonora, dell’Ufficio Stampa di Apidge, ci regala una profonda riflessione sul clima che stiamo vivendo e sul ruolo sempre più importante affidato alla scuola

 

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“SCONTRO, INCONTRO O COMBINAZIONE DI CULTURE?”

 di Eleonora Buccianti

La cultura è il cuore del progresso. Gli squilibri economici, sociali e ambientali insieme alla proliferazione di comportamenti di intolleranza e di violenza che insanguinano il mondo contemporaneo, si cibano dell’ignoranza e della paura collettiva. Solo uno sviluppo basato sull’educazione al rispetto del “particolare” diverso dal popolo dominante, sulla diffusione delle conoscenze, su una spinta all’innovazione, potrà far nascere aspettative e speranze costruttive in modo che si realizzi una vera democrazia delle opportunità che rimane ancora un’utopia. Sicuramente questo aspetto non è un vanto per la nostra contemporaneità perché ci fa comprendere che gli enormi progressi tecnologici e commerciali non sono stati accompagnati da quel necessario cambio di mentalità sostenuto all’indomani degli abomini perpetrati nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Quel falso benessere generale, la “falsa Bella Epoque” degli anni ‘60, ha raggiunto sicuramente grandi obiettivi a livello materiale distraendo, però, la riflessione dell’uomo contemporaneo sulla necessità di abbattere non solo frontiere commerciali ma soprattutto quelle di una mentalità ignorante e retrograda che fatica tutt’ora a stare a passo con i tempi.

Nelle società moderne, così piene di tensioni e di conflitti, appare indispensabile educare al dialogo ed al confronto non in modo da stabilire una struttura piramidale e gerarchica tra società diverse ma per far comprendere che culture diverse sono portatrici di strutture conoscitive, valori e competenze differenti che non devono essere assimilate passivamente ma devono nutrire quel grande bagaglio di storia, di  scoperte, di invenzioni che ci hanno trasmesso i nostri antenati.

Ogni individuo è unico. Non esiste una persona esattamente uguale ad un’altra sulla faccia della Terra. Anche i gemelli omozigoti hanno un minimo di variazione genetica che li rende diversi tra loro. Non si deve mirare ad una fusione totale e viscerale tra culture e società diverse. Il mondo contemporaneo con i suoi conflitti e le sue insofferenze ne è una prova perché ci sono aspetti di ogni cultura che inevitabilmente si opporranno a questa perdita di differenze e di originalità.

La presenza sempre più visibile di immigrati, ad esempio, determina il doversi confrontare quotidianamente con lingue, religioni e culture diverse. Gli estremismi che devono essere condannati da ambo le parti rendono il dialogo interculturale sempre più difficile. Il paradosso storico vuole che adesso questo dialogo sia sempre più ostacolato mentre studi sull’evoluzione hanno dimostrato che l’Uomo di Neanderthal conviveva con l’Uomo Sapiens senza conflitti particolari.

Il compito educativo in questo tipo di società assume il carattere specifico di una mediazione animatrice di un continuo, produttivo confronto fra differenti modelli di pensiero e stili di vita.

 

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